PROGRAMMA ALFONSINE SOLIDALE Indice: Premessa / Contesto socio-economico locale / Amministrazione comunale a fine mandato / Per uno sviluppo sostenibile / Ambiente / Mobilità e trasporti / Scuola / Cultura / Arredo urbano / Programmazione urbanistica / Stato sociale. Età evolutiva, anziani, tutela della salute / Sicurezza / Partecipazione / Filo e Longastrino / “ALFONSINE SOLIDALE”, perché? // ********************** Premessa La comunità alfonsinese, come l’intera società italiana, è attraversata da profondi mutamenti. Dopo una lunga crisi recessiva iniziata nel 2008, la ripresina che è seguita ha ulteriormente accentuato le diseguaglianze sociali, concentrando gran parte della ricchezza nelle mani di pochi. E’ cresciuta la povertà, l’esclusione sociale, l’insicurezza; è aumentata la disoccupazione, il lavoro povero e mal tutelato. Troppi giovani laureati e dotati di talento sono costretti ad emigrare per trovare un lavoro in sintonia con le proprie competenze ed aspirazioni. Contesto socio-economico locale Anche ad Alfonsine gli effetti della crisi economica si sono fatti sentire. In campo industriale, pur con qualche difficoltà congiunturale, c’è stata una sostanziale tenuta produttiva e occupazionale delle quattro maggiori aziende (Marini-Fayat, Fruttagel, SICA, Minguzzi-Ortofrutta) che operano nei settori della metalmeccanica e della lavorazione dell’ortofrutta. Eppure altre aziende alimentari (Contarini Fruit, Romagnola) sono fallite e numerose piccole aziende metalmeccaniche negli anni scorsi hanno fatto ricorso alla cassa integrazione e ridimensionato l’organico. Continuano le chiusure nella rete dei piccoli negozi di vicinato, a causa dell’attrazione dei grandi centri commerciali di Ravenna, Lugo e Faenza. L’agricoltura, pur rimanendo un settore vitale, con aziende che in questi anni si sono specializzate ed operano con una maglia poderale molto più larga, presenta anche segnali di invecchiamento e di conseguente spinta verso un assetto colturale estensivo con un minor impiego di manodopera. Il mercato immobiliare è da molto tempo bloccato e l’edilizia locale soffre nonostante le piccole attività di ristrutturazione e di recupero di efficienza energetica che hanno interessato molte abitazioni. Pesanti sono state le conseguenze dei fallimenti delle cooperative edili Iter di Lugo e CMR di Filo. Il settore terziario e delle professioni al servizio dell’economia reale, di conseguenza, tende ad indebolirsi. Unica nota positiva: per una parte della popolazione rimangono ancora buone le capacità di risparmio e l’ammontare dei depositi nelle banche e nelle cooperative locali. L’Amministrazione comunale ha fatto fronte a questa situazione con risposte parziali, concertate a livello di Unione dei Comuni della Bassa Romagna, condizionate dalle misure punitive adottate dai governi nazionali (spesso subite passivamente) e dai tagli ai trasferimenti statali agli Enti locali. Il “patto di stabilità” ha impedito di utilizzare tutte le risorse dei bilanci comunali per un’adeguata manutenzione del territorio e la qualificazione dei servizi ed ha posto vincoli alla fisiologica sostituzione del personale della pubblica amministrazione. Inoltre i tagli dei governi nazionali al welfare e ai diritti del lavoro hanno indebolito il tessuto democratico, alimentando una competizione al ribasso tra componenti sociali più bisognose di tutela e migranti economici. Si è aperto così un varco alla diffusione dell’illegalità nel mercato del lavoro, con l’effetto di un generale arretramento nei diritti. Da qui il diffondersi di un atteggiamento ostile nei confronti degli immigrati e dei richiedenti asilo, in luogo di una giusta battaglia per i diritti e la dignità del lavoro di tutti. Il Governo in carica copre il proprio disimpegno su questi temi sociali delicatissimi, istigando l’ostilità verso gli immigrati, assunti come capri espiatori: per questa strada si andrà ad un progressivo avvitamento, in cui misure di chiaro segno antisociale, come i previsti nuovi tagli alla sanità ed al welfare, porteranno nuove ferite alla già precaria coesione e nuovi rischi per la sicurezza di tutti. Amministrazione comunale a fine mandato A conclusione del mandato ottenuto nella primavera 2014, a nostro parere l’Amministrazione comunale uscente presenta un bilancio fatto di luci e di ombre: si è data continuità all’impegno per i servizi all’infanzia, per la scuola, per l’assistenza agli anziani, per rapporti proficui con il volontariato e nel campo della cultura e degli eventi locali, ma si sono registrati anche limiti e contraddizioni che sollecitano uno sforzo innovativo, una rinnovata capacità d’ascolto ed anche una discontinuità. Ci riferiamo in particolare a tre versanti di grande importanza che hanno bisogno di un profondo cambiamento: 1) La lentezza nell’attuazione degli investimenti programmati. Pesa sicuramente la debolezza dell’Ufficio tecnico, ma trattasi innanzitutto di una responsabilità dell’esecutivo che sollecita anche un ripensamento dei rapporti in essere con la stessa Unione intercomunale. Qualche esempio di investimenti previsti, rimasti scritti sulla carta o in una fase di predisposizione e di sola progettazione preliminare: il parcheggio al servizio della scuola e della nuova palestra, la sistemazione di via Borse (uno degli assi stradali più importanti di Alfonsine) e la costruzione di una pista ciclopedonale fino all’area artigianale di via Stroppata e alla frazione di Fiumazzo, la rotonda di via Raspona (complici i ritardi della Provincia), gli interventi sui marciapiedi nelle frazioni di Taglio Corelli e Filo, la nuova palestra di Longastrino; persino interventi di facile attuazione, ma comunque di indubbia valenza sociale, come l’allargamento del cimitero e l’attraversamento della pericolosa via Reale sul ponte del Senio con un semaforo a chiamata sono rimasti promesse disattese. 2) L’impoverimento della partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica ed il sostanziale fallimento delle consulte territoriali. 3) La scarsa capacità progettuale e la debole iniziativa politica per attirare sul nostro territorio risorse regionali, statali e dell’Unione Europea nel campo delle infrastrutture e dell’assetto idro-geologico, ovviamente in un’ottica sovracomunale e di area vasta. Alcuni esempi in particolare: il completamento della variante alla statale 16, la manutenzione straordinaria del Canale Destra Reno, le casse di espansione nel tratto a monte del fiume Senio, il percorso ciclo-naturalistico e della memoria lungo le sponde del Senio. Per uno sviluppo sostenibile “Alfonsine solidale” esprime un consenso alle linee guida del “Patto strategico per lo sviluppo economico e sociale della Bassa Romagna” approvato lo scorso 4 aprile 2018 in sede di Unione dei Comuni e sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e di categoria: contiene indicazioni per guidare lo sviluppo in una dimensione sovracomunale (attrattività, sostenibilità, innovazione) e per fare della Bassa Romagna un territorio competitivo, attraente e socialmente responsabile, in grado di coniugare sviluppo economico e coesione sociale. Si tratta ora di accelerare l’attuazione coerente delle azioni previste. Partendo dalla nostra realtà, è importante favorire la competitività del distretto della lavorazione e trasformazione ortofrutticola (al servizio della bassa Romagna e dell’area agricola ferrarese), con azioni di ricerca e sperimentazione in direzione dell’innovazione di processo e di prodotto, dentro ad una filiera agro-alimentare che deve saper valorizzare le produzioni locali e ottenere una equa distribuzione tra i vari attori della “catena del valore”. Bisogna poi favorire l’accesso delle piccole imprese e dell’artigianato al credito agevolato sostenendo i consorzi fidi e le cooperative di garanzia. Si sottolinea infine la necessità di attuare percorsi di formazione degli studenti in collaborazione con il nostro tessuto economico (come sperimentato nel recente passato ad esempio dalla Marini-Fayat), percorsi di alternanza scuola-lavoro e supporti per la nascita di nuove start-up per attrarre risorse e valorizzare il talento di tanti giovani. Ambiente I mutamenti climatici in atto ci sollecitano a prestare maggiore attenzione al tema della sicurezza idraulica del nostro territorio e più in generale alle tematiche ambientali. “Alfonsine solidale” richiama l’attenzione sui seguenti obiettivi: - Manutenzione straordinaria del Canale Destra Reno che è il collettore generale delle acque meteoriche della Bassa Romagna e di tutto il territorio a valle della via Emilia. - Contrasto al fenomeno della subsidenza. Anche se con molto ritardo gli amministratori locali hanno compreso i rischi connessi all’emungimento di acqua e metano dal sottosuolo. Occorre allora utilizzare razionalmente ai fini irrigui e di approvvigionamento dell’industria alimentare le acque superficiali del Canale Emiliano Romagnolo; occorre poi mettere un freno alla ricerca e allo sfruttamento dei giacimenti di metano, in particolare nelle aree attigue al Parco del Delta e comprese nella “Rete Natura 2000” (progetto “La Stefanina”). Si tratta di zone di elevato pregio ambientale e ad alta vocazione per il turismo naturalistico, ma caratterizzate da un’estrema fragilità a causa della pressione antropica e dei precari equilibri tra terra e acqua: un equilibrio continuamente messo a rischio dalla subsidenza, dalla penetrazione del cuneo salino nelle falde e nei corpi idrici dell’entroterra, dall’erosione della linea di costa, dai cambiamenti climatici e da un’agricoltura con un elevato impiego di prodotti chimici. - Stop al progetto “Stogit” per lo stoccaggio di metano nel sottosuolo di Alfonsine e Voltana a fronte dei rischi ambientali che comporta, in particolare per la qualità dell’aria. - No al Parco nazionale del Delta proposto dal Ministero dell’Ambiente, si al Parco interregionale Emilia Romagna-Veneto, estendendo alle aree ravennati il riconoscimento MAB Unesco (“Man and Biosphere” e cioè le riserve mondiali della biodiversità). - Valorizzazione della Riserva naturale di Alfonsine e delle nostre aree SIC-ZPS denominate “Biotopi di Alfonsine e fiume Reno” incluse nella “Rete Natura 2000”: la gestione attuale è decisamente carente; manca la segnaletica; per il segmento del turismo naturalistico non c’è un adeguato servizio di utilizzo integrato treno-bici; non c’è un reticolo organizzato di percorsi ciclabili che colleghi Alfonsine alle stazioni del Parco del Delta. La stessa accoglienza tramite gli agriturismi ed i B&B risulta poco organizzata. - Incentivi alle energie rinnovabili, al risparmio di energia e al cosiddetto “efficientamento” del patrimonio edilizio locale secondo le indicazioni del PAES (Piano di Azione per l'Energia Sostenibile). - Raccolta differenziata dei rifiuti, riciclaggio e diffusione di una cultura del riuso, esperienze di “economia circolare” adeguando l’impiantistica, sperimentazione del sistema di raccolta “porta a porta” con applicazione della “tariffa puntuale”. - Bonifica dell’amianto: censimento e progressivo smaltimento dell’eternit negli edifici privati e nei fabbricati. Si tratta di un progetto sperimentale con un ruolo “pilota” per l’intero territorio dell’Unione, ma di fatto rimasto fermo al nastro di partenza. - Agricoltura amica dell’ambiente (meno uso della chimica, agricoltura biologica, rilancio della lotta integrata, valorizzazione del mercato del contadino, risparmio di suolo fertile nella gestione urbanistica del territorio): un impegno che deve valere per l’intera filiera agro-alimentare, dal più piccolo agricoltore alla Fruttagel. - A questo proposito “Alfonsine solidale” richiama l’attenzione sull’urgenza di trovare una soluzione all’annoso problema dell’ex-mercato coperto, una vera e propria ferita nell’assetto urbanistico della città, percorrendo la non facile strada di un intervento congiunto pubblico- privato sul versante della commercializzazione delle produzioni locali. - Sicurezza sismica: occorre dare continuità all’impegno per mettere a norma tutti gli edifici pubblici costruiti prima del 2005 (quando il nostro comune è stato classificato in zona di rischio sismico 2) e sensibilizzare la cittadinanza per gli edifici privati. Mobilità e trasporti “Alfonsine solidale” riconferma il proprio impegno per il completamento della variante della s. s. 16, per il potenziamento del trasporto pubblico locale, per un trasporto privato più ecosostenibile (ad esempio incentivo alle auto ibride e/o elettriche con istallazione programmata delle colonnine di rifornimento), per trasferire una parte del trasporto di merci dalla gomma al ferro: ma purtroppo questi obiettivi in grande misura richiedono scelte politiche che vanno ben oltre l’ambito comunale. Sono invece nelle nostre mani due leve importanti, l’organizzazione del traffico urbano e la costruzione di una rete di piste ciclabili. La circolazione sulle nostre strade deve garantire la tutela degli utenti deboli (ciclisti, pedoni, carrozzine); quindi servono piste ciclopedonali protette su tutta la viabilità del territorio comunale. In particolare si sollecita la costruzione di - un “percorso ciclo-naturalistico e della memoria” sul fiume Senio da Palazzuolo fino al Reno e poi al mare; - una pista ciclopedonale sulle sponde del Senio che colleghi i due ponti alfonsinesi e la passerella di recente costruzione; - piste ciclopedonali su tutto il territorio che mettano in contatto frazioni, zone artigianali e aree verdi con il centro urbano (ad esempio da via Borse a Fiumazzo e dal polo scolastico al Parco Mille Gocce nella cassa di espansione con copertura dello scolo “Alfonsine”). Al fine di limitare l’inquinamento e garantire la sicurezza, con i necessari controlli serve limitare l’utilizzo della vecchia s. s. 16 al traffico locale, deviando rigorosamente il traffico di lunga percorrenza sulla più sicura e veloce variante. Serve estendere le zone con il limite di velocità di 30 km. orari nel centro urbano. Infine si auspica un migliore uso del treno (linea Ra-Fe) con possibilità di caricare le biciclette. Scuola Riteniamo di fondamentale importanza sostenere la scuola con ogni mezzo a nostra disposizione. Il suo ruolo nei confronti delle future generazioni è di fondamentale importanza per l’apprendimento e per la formazione di coscienze aperte al ragionamento critico e alla cultura della democrazia, intesa come possibilità di partecipazione alle scelte e alla cura del bene comune che qualifica la comunità. Per migliorare il rapporto con la scuola bastano poche cose, ma importanti: - Creare un tavolo di lavoro che coinvolga insegnanti ed amministrazione per ripensare la riorganizzazione del Polo scolastico, con un’attenzione particolare al suo ampliamento, soprattutto in termini di nuove aule destinate a laboratori (al momento inesistenti), che abbia una ricaduta positiva a lungo termine. - Ripensare la relazione e la comunicazione tra scuola ed amministrazione per rendere più efficace la collaborazione e la partecipazione alle iniziative pubbliche, agli interventi sulla manutenzione e alla progettazione delle strutture scolastiche. - Incentivare progetti significativi, anche di sensibilizzazione sociale, che coinvolgano più alunni possibili. - Incentivare incontri e attività tra Amministratori ed alunni, per formare ad una cultura della cittadinanza attiva, alla consapevolezza di diritti e doveri ed alla convivenza democratica. - Un coinvolgimento attivo e motivante della scuola nelle attività di arredo urbano. - Un coinvolgimento dell’Istituzione scolastica, nelle figure della dirigente e dei docenti, nella fase progettuale delle attività per l’infanzia e l’adolescenza e dei percorsi conseguenti. - La costruzione del parcheggio, dimensionato alle reali esigenze, al servizio del nuovo plesso Matteotti 2 e della nuova palestra. - La qualificazione dell’offerta formativa dentro la scuola e all’esterno, offrendo nuove opportunità (ad esempio utilizzando l’area dell’ex- scuola materna “Samaritani” per un orto botanico a disposizione delle scolaresche, gestito in collaborazione con il volontariato locale e il CEAS di Casa Monti). “Alfonsine solidale” ritiene comunque sbagliato privatizzare l’area a fini residenziali e propone un utilizzo pubblico con finalità sociali ed educative. - La costruzione della nuova palestra di Longastrino al servizio della locale scuola e delle attività sportive della frazione. - La messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici costruiti prima della nuova classificazione che colloca il comune di Alfonsine in zona di rischio 2. In ambito educativo, di crescita personale e sociale, riteniamo importante continuare e rafforzare le pratiche e la costante promozione dello sport per le nuove generazioni. Cultura Una riflessione più avanzata si impone sul rapporto da aggiornare fra il Museo della Battaglia del Senio e la comunità alfonsinese, sempre meno consapevole del proprio patrimonio storico e civile. Non può bastare la rassegna di alcune iniziative intorno alla data rituale del 10 aprile; il Museo deve continuare a crescere, a rinnovare le proprie proposte e a produrre ricerca, a beneficio non solo degli alfonsinesi ma di tutta la Bassa Romagna e della vallata del Senio. Il rischio di un progressivo distacco tra una mostra permanente e scolaresche in visita può portare alla progressiva marginalità di un'esperienza di grandi potenzialità. Si propone di investire sulla ricerca, sulla maggior comunicazione e visibilità esterna del Museo, nella rete dei luoghi memoriali e delle proposte didattiche, oltre naturalmente nell'ampliamento degli spazi oramai inadeguati. Si rileva inoltre una debole iniziativa verso le fasce adolescenziali che, oltre all'educazione musicale, richiederebbero proposte di orientamento culturale di maggior valore, da condurre eventualmente intorno al centro culturale, al Gulliver, a Palazzo Marini, alle parrocchie, a Casa Monti sede dell’Università per Adulti e del Ceas (Centro Educazione Ambientale Sostenibile) sui temi dell'educazione audiovisuale, ambientale, artistica. In tal senso, data la carenza di istituzioni adeguate sul territorio, un uso più puntuale degli spazi a disposizione e un potenziato rapporto con l'Istituto scolastico comprensivo potrebbero costituire una valida piattaforma di dialogo per impostare relazioni utili successive alla scuola dell'obbligo, o integrative al calendario scolastico nei mesi estivi. Il tutto pensando che una comunità culturalmente più responsabile va coltivata e seguita fin dall'età della scuola obbligatoria. Sarebbe oltremodo utile anche la creazione di uno spazio di coordinamento e confronto fra i giovani studenti universitari di Alfonsine che, usciti dal paese, studiano poi presso le sedi più disparate, con esperienze specialistiche sempre più avanzate, troncando ogni relazione con la residenza che li ha cresciuti. Un meeting annuale in cui presentare i percorsi di scelta formativa e di scambio di esperienze anche europee, unitamente al riconoscimento di un premio per chi ha conseguito i risultati migliori, potrebbe arricchire il territorio e qualificare l'ambito culturale dei giovani che non prevedono Alfonsine nel loro futuro. E’ importante promuovere le relazioni interculturali e sfruttare le possibilità di cooperazione decentrata, anche tramite i collegamenti costruiti nei decenni passati prima con il Niger e poi con il Senegal. Infine per quanto riguarda le strutture per eventi e attività culturali, il teatro Monti, ora parzialmente inagibile, meriterebbe un intervento pubblico-privato di ristrutturazione e rilancio, secondo modalità da approfondire e da concordare con la proprietà. Arredo urbano Diversi spazi pubblici del paese risultano trascurati dall'ordinaria manutenzione, ma anche da possibili riqualificazioni. Si va dagli spazi verdi e dalle rotonde/aiuole lungo la viabilità, fino al restauro e cura del monumento in piazza Gramsci e in particolar modo del cimitero cittadino, oggetto di interventi parziali e insufficienti per un decoro e rispetto delle numerose persone anziane che lo frequentano assiduamente. Sarebbe apprezzabile una piantumazione di verde adeguato, la verniciatura delle colonne dei porticati e uno spazio protetto all'esterno per i depositi tecnici necessari. E’ opportuno svolgere un censimento delle barriere architettoniche nel centro urbano finalizzato ad un loro graduale superamento. In queste molteplici attività il volontariato ha un ruolo importante. Gli stessi migranti ospitati localmente, perché in attesa di permessi di asilo, possono essere coinvolti in lavori socialmente utili, oltre che in attività culturali e formative (apprendimento della lingua italiana). Programmazione urbanistica Sul versante della programmazione urbanistica anche l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna è chiamata a dare attuazione alla LR 24/2017 ed a definire le linee strategiche dei nuovi “Piani urbanistici generali (PUG)” in sostituzione dei vecchi strumenti di pianificazione (Piano strutturale, RUE, POC). Si propone un percorso aperto alla comunità nel segno di una progettazione partecipata, perché la città è un bene comune ed i cittadini devono sentirsi alleati degli amministratori nella tutela delle risorse ambientali e per una migliore qualità urbana ed edilizia. Si tratta di ispirarsi ad alcuni obiettivi: CITTA’ INTELLIGENTE che eviti il consumo e lo spreco di suolo. Ad Alfonsine si stimano oltre 400 appartamenti in vendita, nuovi o vuoti da tempo. Al centro dell’azione del Comune deve essere il recupero del patrimonio edilizio ed esperienze di rigenerazione urbana (un primo esempio virtuoso potrebbe essere l’area dell’ex mercato coperto). CITTA’ COMPATTA, evitando nuove lottizzazioni in aree rurali lontano dai servizi urbani. CITTA’ ad ALTA VIVIBILITA’ tramite una mobilità sostenibile ed un rigoroso governo del traffico urbano.. Stato sociale. Età evolutiva, anziani, tutela della salute Età evolutiva. Da anni la natalità è in forte calo in Regione e nel nostro territorio. Siamo convinti che vadano sempre più sostenuti i servizi per l’infanzia 0-6 anni, come luoghi educativi, di socializzazione, di forte relazione con le famiglie. La progressività delle rette sulla base del reddito (ISEE) e la compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie non devono contrastare l’accessibilità al servizio educativo.I servizi educativi, inoltre, devono rispondere ai bisogni dei genitori che lavorano, anche ripensando gli orari di apertura, con il contributo delle organizzazioni sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori. Anziani. La popolazione della Bassa Romagna è incamminata verso una sempre più marcata incidenza della popolazione anziana. Se si tiene conto anche delle modificazioni avvenute nella composizione e nelle relazioni familiari, si riscontra un aumento dei nuclei di anziani o coppie soli. Ciò rappresenta in una criticità, tale da rendere insufficiente l’azione delle politiche sociali sostenute dal pubblico a livello locale e regionale. Con il contributo della Regione Emilia-Romagna si è attuata una rete di servizi sociali di eccellenza ed un sostegno economico (vedi Fondo per l’assegno di cura ) per mantenere l’anziano nell’ambito famigliare, in alternativa all’istituzionalizzazione. Rimarchiamo con forza il principio fondamentale di mantenere l’anziano nel proprio ambiente di vita, mettendo in campo ogni possibilità di sostegno economico e di assistenza dei servizi sociali. Di pari importanza è la realizzazione della rete dei servizi per la non autosufficienza, articolata in RSA e Case protette. Nonostante ciò si manifestano difficoltà e criticità tali che non soddisfano i bisogni e le esigenze di tante famiglie. Il ricorso alle badanti, pratica molto diffusa (anche in nero), da parte di anziani o coppie di anziani soli permette loro di proseguire il normale percorso di vita, evitando l’istituzionalizzazione. Tuttavia, a fronte di casi di abuso e malversazione che si sono verificati, emerge la necessità di un controllo, di un accreditamento pubblico sul personale che si propone per il badantato, che deve essere opportunamente formato, e di un monitoraggio del pubblico sulla qualità del servizio prestato. L’ impossibilità di una risposta adeguata del servizio pubblico ha fatto crescere un lucroso mercato parallelo nel quale gli standard qualitativi del servizio sono fuori dal controllo pubblico con l’effetto di generare inquietudine sociale, non tollerabile. A fronte di tutto ciò riteniamo necessario elevare l’offerta di posti nel pubblico e svolgere un monitoraggio e controllo sul sistema privato delle Residenze per Anziani e delle Case famiglia. Salute. La riforma della assistenza sanitaria, iniziata negli anni 80, ha rappresentato una vera rivoluzione con la istituzione del servizio sanitario nazionale. La salute è un diritto universale, gratuito, basato sulla prevenzione e la diagnosi precoce. L’ospedale non va inteso come la soluzione fondamentale, ma va considerato un anello di una catena più complessa ed avanzata. E’ accettabile una forte diminuzione dei posti letto, rafforzando o istituendo ex novo servizi “leggeri”, mirati, secondo dati e riscontri epidemiologici: lungodegenza, RSA, assistenza domiciliare, medicina di gruppo (poi Case della salute). Il concetto che la salute è tutelata dall’ospedale è di fatto superato. La prevenzione, la lotta alle cause patogene, l’educazione alla salute sono assi portanti di una cultura avanzata e moderna. In questa ottica è stato potenziato l’ospedale unico della Bassa Romagna a Lugo, con la riconversione in strutture socio-sanitarie dei superati ospedali periferici. A Lugo abbiamo avuto eccellenze specialistiche, che hanno attirato una mobilità di utenti da altri territori. Ortopedia, Ostetricia, Pneumologia, Oncologia, Chirurgia, Senologia, Neurochirurgia sono state eccellenze vere. Da anni specialistiche svuotate e scelte di medici di riconosciuta professionalità di passare ad altre AUSL hanno impoverito in modo imbarazzante e colpevole l’assistenza ospedaliera a Lugo. Nonostante l’abnegazione, il senso di responsabilità e la professionalità di operatori, organici insufficienti e presidi diagnostici superati rendono la funzionalità e le risposte di varie specialistiche non adeguate ad una sanità di avanguardia. Diversi anni fa l’ospedale di Lugo fu giudicato fra i primissimi posti in Italia per organizzazione e funzionalità. Da una indagine di ItaliaOggi, resa nota a novembre 2018, l’area di Ravenna, in sanità, è stata giudicata all’ultimo posto nella regione Emilia Romagna. Sicurezza Consapevoli che la sicurezza dipende dalla coesione di una comunità e che questa è la migliore prevenzione del crimine, “Alfonsine solidale” propone di - garantire la presenza continuativa dei vigili sul territorio, in particolare nei giorni festivi e negli orari notturni; - incentivare la collaborazione delle Forze dell’Ordine con la cittadinanza tramite la vigilanza di vicinato e potenziare la videosorveglianza; - sensibilizzare sulle possibili infiltrazioni mafiose nelle attività produttive e combattere lo spaccio ed il consumo di droghe, che rappresentano una piaga anche nella nostra realtà; - promuovere la “cultura della legalità” nelle scuole; - sostenere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro; - attuare azioni contro la violenza di genere a difesa della dignità delle donne; - attivare azioni di contrasto al gioco d’azzardo e relativa dipendenza patologica. Partecipazione Consapevoli che la sicurezza dipende dalla coesione di una comunità e che questa è la migliore prevenzione del crimine, “Alfonsine solidale” propone di - garantire la presenza continuativa dei vigili sul territorio, in particolare nei giorni festivi e negli orari notturni; - incentivare la collaborazione delle Forze dell’Ordine con la cittadinanza tramite la vigilanza di vicinato e potenziare la videosorveglianza; - sensibilizzare sulle possibili infiltrazioni mafiose nelle attività produttive e combattere lo spaccio ed il consumo di droghe, che rappresentano una piaga anche nella nostra realtà; - promuovere la “cultura della legalità” nelle scuole; - sostenere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro; - attuare azioni contro la violenza di genere a difesa della dignità delle donne; - attivare azioni di contrasto al gioco d’azzardo e relativa dipendenza patologica. Partecipazione “Alfonsine solidale” propone - un ripensamento del rapporto in essere tra il Comune e l’Unione della Bassa Romagna per riportare ad Alfonsine spazi decisionali e servizi amministrativi più tangibili. La partecipazione si spegne se tutto si decide a Lugo, in luoghi lontani ed estranei al cittadino. L’efficienza dei servizi centralizzati, da ottimizzare, va sempre coniugata al protagonismo dei Comuni, che rappresentano il riferimento obbligato per i cittadini in cerca di risposte e servizi. Infine va colmato il vuoto generatosi con il fallimento della riforma Delrio, ossia lo svuotamento di legittimazione e di risorse di bilancio della Provincia, senza che sia mai decollato il nuovo Ente intermedio di programmazione di area vasta (Romagna), in mancanza del quale le grandi concentrazioni di servizi come Hera, AUSL Romagna, Consorzio di Ridracoli, Consorzio Trasporto Pubblico acquisiscono crescenti ambiti di potere autonomo ed autoreferenziale; - alcune modifiche nel regolamento delle consulte affinché possano esprimere pareri, che trovino un riscontro negli atti amministrativi, ed essere maggiormente ascoltate dagli amministratori; - l’istituzione di una consulta elettiva dei giovani alfonsinesi con età dai 16 ai 25 anni; - la valorizzazione della rete delle imprese commerciali del centro urbano (Alfonsinè) e del volontariato sociale: due risorse decisive per avvicinare amministrati ed amministratori. Longastrino e Filo In sinistra Reno, com’è noto, le due frazioni di Longastrino e Filo sono storicamente divise a metà dal confine di provincia e da quello di comune: ciò provoca non pochi disagi. Da tempo si registra un impoverimento del tessuto economico locale che ha provocato un invecchiamento della popolazione e una riduzione dei residenti (negli ultimi dieci anni -210 nell’intera frazione di Longastrino pari al 10% sul totale degli abitanti; -45 nella sola parte alfonsinese di Filo). Purtroppo la cooperazione edile è del tutto scomparsa e quella agricola ( CAB Bellini, CAB Agrisfera, insediamento di Terremerse a Filo) soffre per le note difficoltà del settore. Si propone allora di rafforzare la collaborazione tra le due Amministrazioni comunali di Argenta ed Alfonsine per garantire adeguati servizi ed incoraggiare nuovi investimenti da parte delle imprese locali. Oltre alla nuova palestra per Longastrino già citata a pag. 5, si propone . un intervento di manutenzione straordinaria sulla strada provinciale n. 10 ed un’attenzione maggiore al reticolo delle vie rurali, in particolare a quelle bianche . un’attenzione ai bisogni dell’infanzia e dell’adolescenza, vigilando sulla continuità e qualità del locale insediamento scolastico - iniziative a supporto degli anziani, del volontariato e della partecipazione civica - un’attenzione sul versante della sicurezza idraulica e dello sviluppo dell’irrigazione, in presenza di un interesse crescente alle colture orticole da industria. Gruppo civico “ALFONSINE SOLIDALE”. Perché ? Il Gruppo è costituito da persone, uomini e donne, ancorati ai valori della sinistra e cioè la fedeltà alla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista, l’uguaglianza di genere, la giustizia sociale, la centralità del lavoro, dell’istruzione e della tutela della salute, la redistribuzione della ricchezza, la tutela dell’ambiente, il contrasto alle guerre, per un mondo di pace. Perché cittadini delle Alfonsine si sono trovati a confrontarsi, a discutere dello stato della qualità di vita della nostra comunità. Hanno deciso di presentarsi come gruppo informale con l’obiettivo di partecipare attivamente nel sostenere lo sviluppo ed il benessere del nostro territorio, che presenta criticità gravi e preoccupanti, e nell’impegno per costruire un campo largo di forze progressiste in grado di rinnovare le esperienze riformatrici delle giunte di centro sinistra. Senza presunzione, ma con la consapevolezza e la determinazione di chi ama la vita delle Alfonsine. Perché “solidale”? Abbiamo apprezzato molto la nascita e l’opera di una associazione ”al femminile”, una delle poche nate in questi anni e molto attiva in ambito socio-culturale, “INconTRAdonne” : un bell’esempio, da cui imparare, di partecipazione attiva e vitale che prova a fare politica di genere, per legare realtà diverse, ricche di culture e sensibilità diverse. Con pari dignità. Ricordiamo, in conclusione, una frase profetica di Enrico Berlinguer “… Non credo che si potrà mai capire cosa pensa davvero la gente se l’unica fonte di espressione democratica diventa quella di spingere un bottone... Io credo che nessuno mai riuscirà a reprimere la naturale tendenza dell’uomo a discutere, a riunirsi, ad associarsi”. Alfonsine, 2 febbraio 2019
PROGRAMMA ALFONSINE SOLIDALE Indice: Premessa / Contesto socio-economico locale / Amministrazione comunale a fine mandato / Per uno sviluppo sostenibile / Ambiente / Mobilità e trasporti / Scuola / Cultura / Arredo urbano / Programmazione urbanistica / Stato sociale. Età evolutiva, anziani, tutela della salute / Sicurezza / Partecipazione / Filo e Longastrino / “ALFONSINE SOLIDALE”, perché? // ********************** Premessa La comunità alfonsinese, come l’intera società italiana, è attraversata da profondi mutamenti. Dopo una lunga crisi recessiva iniziata nel 2008, la ripresina che è seguita ha ulteriormente accentuato le diseguaglianze sociali, concentrando gran parte della ricchezza nelle mani di pochi. E’ cresciuta la povertà, l’esclusione sociale, l’insicurezza; è aumentata la disoccupazione, il lavoro povero e mal tutelato. Troppi giovani laureati e dotati di talento sono costretti ad emigrare per trovare un lavoro in sintonia con le proprie competenze ed aspirazioni. Contesto socio-economico locale Anche ad Alfonsine gli effetti della crisi economica si sono fatti sentire. In campo industriale, pur con qualche difficoltà congiunturale, c’è stata una sostanziale tenuta produttiva e occupazionale delle quattro maggiori aziende (Marini-Fayat, Fruttagel, SICA, Minguzzi-Ortofrutta) che operano nei settori della metalmeccanica e della lavorazione dell’ortofrutta. Eppure altre aziende alimentari (Contarini Fruit, Romagnola) sono fallite e numerose piccole aziende metalmeccaniche negli anni scorsi hanno fatto ricorso alla cassa integrazione e ridimensionato l’organico. Continuano le chiusure nella rete dei piccoli negozi di vicinato, a causa dell’attrazione dei grandi centri commerciali di Ravenna, Lugo e Faenza. L’agricoltura, pur rimanendo un settore vitale, con aziende che in questi anni si sono specializzate ed operano con una maglia poderale molto più larga, presenta anche segnali di invecchiamento e di conseguente spinta verso un assetto colturale estensivo con un minor impiego di manodopera. Il mercato immobiliare è da molto tempo bloccato e l’edilizia locale soffre nonostante le piccole attività di ristrutturazione e di recupero di efficienza energetica che hanno interessato molte abitazioni. Pesanti sono state le conseguenze dei fallimenti delle cooperative edili Iter di Lugo e CMR di Filo. Il settore terziario e delle professioni al servizio dell’economia reale, di conseguenza, tende ad indebolirsi. Unica nota positiva: per una parte della popolazione rimangono ancora buone le capacità di risparmio e l’ammontare dei depositi nelle banche e nelle cooperative locali. L’Amministrazione comunale ha fatto fronte a questa situazione con risposte parziali, concertate a livello di Unione dei Comuni della Bassa Romagna, condizionate dalle misure punitive adottate dai governi nazionali (spesso subite passivamente) e dai tagli ai trasferimenti statali agli Enti locali. Il “patto di stabilità” ha impedito di utilizzare tutte le risorse dei bilanci comunali per un’adeguata manutenzione del territorio e la qualificazione dei servizi ed ha posto vincoli alla fisiologica sostituzione del personale della pubblica amministrazione. Inoltre i tagli dei governi nazionali al welfare e ai diritti del lavoro hanno indebolito il tessuto democratico, alimentando una competizione al ribasso tra componenti sociali più bisognose di tutela e migranti economici. Si è aperto così un varco alla diffusione dell’illegalità nel mercato del lavoro, con l’effetto di un generale arretramento nei diritti. Da qui il diffondersi di un atteggiamento ostile nei confronti degli immigrati e dei richiedenti asilo, in luogo di una giusta battaglia per i diritti e la dignità del lavoro di tutti. Il Governo in carica copre il proprio disimpegno su questi temi sociali delicatissimi, istigando l’ostilità verso gli immigrati, assunti come capri espiatori: per questa strada si andrà ad un progressivo avvitamento, in cui misure di chiaro segno antisociale, come i previsti nuovi tagli alla sanità ed al welfare, porteranno nuove ferite alla già precaria coesione e nuovi rischi per la sicurezza di tutti. Amministrazione comunale a fine mandato A conclusione del mandato ottenuto nella primavera 2014, a nostro parere l’Amministrazione comunale uscente presenta un bilancio fatto di luci e di ombre: si è data continuità all’impegno per i servizi all’infanzia, per la scuola, per l’assistenza agli anziani, per rapporti proficui con il volontariato e nel campo della cultura e degli eventi locali, ma si sono registrati anche limiti e contraddizioni che sollecitano uno sforzo innovativo, una rinnovata capacità d’ascolto ed anche una discontinuità. Ci riferiamo in particolare a tre versanti di grande importanza che hanno bisogno di un profondo cambiamento: 1) La lentezza nell’attuazione degli investimenti programmati. Pesa sicuramente la debolezza dell’Ufficio tecnico, ma trattasi innanzitutto di una responsabilità dell’esecutivo che sollecita anche un ripensamento dei rapporti in essere con la stessa Unione intercomunale. Qualche esempio di investimenti previsti, rimasti scritti sulla carta o in una fase di predisposizione e di sola progettazione preliminare: il parcheggio al servizio della scuola e della nuova palestra, la sistemazione di via Borse (uno degli assi stradali più importanti di Alfonsine) e la costruzione di una pista ciclopedonale fino all’area artigianale di via Stroppata e alla frazione di Fiumazzo, la rotonda di via Raspona (complici i ritardi della Provincia), gli interventi sui marciapiedi nelle frazioni di Taglio Corelli e Filo, la nuova palestra di Longastrino; persino interventi di facile attuazione, ma comunque di indubbia valenza sociale, come l’allargamento del cimitero e l’attraversamento della pericolosa via Reale sul ponte del Senio con un semaforo a chiamata sono rimasti promesse disattese. 2) L’impoverimento della partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica ed il sostanziale fallimento delle consulte territoriali. 3) La scarsa capacità progettuale e la debole iniziativa politica per attirare sul nostro territorio risorse regionali, statali e dell’Unione Europea nel campo delle infrastrutture e dell’assetto idro-geologico, ovviamente in un’ottica sovracomunale e di area vasta. Alcuni esempi in particolare: il completamento della variante alla statale 16, la manutenzione straordinaria del Canale Destra Reno, le casse di espansione nel tratto a monte del fiume Senio, il percorso ciclo-naturalistico e della memoria lungo le sponde del Senio. Per uno sviluppo sostenibile “Alfonsine solidale” esprime un consenso alle linee guida del “Patto strategico per lo sviluppo economico e sociale della Bassa Romagna” approvato lo scorso 4 aprile 2018 in sede di Unione dei Comuni e sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e di categoria: contiene indicazioni per guidare lo sviluppo in una dimensione sovracomunale (attrattività, sostenibilità, innovazione) e per fare della Bassa Romagna un territorio competitivo, attraente e socialmente responsabile, in grado di coniugare sviluppo economico e coesione sociale. Si tratta ora di accelerare l’attuazione coerente delle azioni previste. Partendo dalla nostra realtà, è importante favorire la competitività del distretto della lavorazione e trasformazione ortofrutticola (al servizio della bassa Romagna e dell’area agricola ferrarese), con azioni di ricerca e sperimentazione in direzione dell’innovazione di processo e di prodotto, dentro ad una filiera agro-alimentare che deve saper valorizzare le produzioni locali e ottenere una equa distribuzione tra i vari attori della “catena del valore”. Bisogna poi favorire l’accesso delle piccole imprese e dell’artigianato al credito agevolato sostenendo i consorzi fidi e le cooperative di garanzia. Si sottolinea infine la necessità di attuare percorsi di formazione degli studenti in collaborazione con il nostro tessuto economico (come sperimentato nel recente passato ad esempio dalla Marini-Fayat), percorsi di alternanza scuola-lavoro e supporti per la nascita di nuove start-up per attrarre risorse e valorizzare il talento di tanti giovani. Ambiente I mutamenti climatici in atto ci sollecitano a prestare maggiore attenzione al tema della sicurezza idraulica del nostro territorio e più in generale alle tematiche ambientali. “Alfonsine solidale” richiama l’attenzione sui seguenti obiettivi: - Manutenzione straordinaria del Canale Destra Reno che è il collettore generale delle acque meteoriche della Bassa Romagna e di tutto il territorio a valle della via Emilia. - Contrasto al fenomeno della subsidenza. Anche se con molto ritardo gli amministratori locali hanno compreso i rischi connessi all’emungimento di acqua e metano dal sottosuolo. Occorre allora utilizzare razionalmente ai fini irrigui e di approvvigionamento dell’industria alimentare le acque superficiali del Canale Emiliano Romagnolo; occorre poi mettere un freno alla ricerca e allo sfruttamento dei giacimenti di metano, in particolare nelle aree attigue al Parco del Delta e comprese nella “Rete Natura 2000” (progetto “La Stefanina”). Si tratta di zone di elevato pregio ambientale e ad alta vocazione per il turismo naturalistico, ma caratterizzate da un’estrema fragilità a causa della pressione antropica e dei precari equilibri tra terra e acqua: un equilibrio continuamente messo a rischio dalla subsidenza, dalla penetrazione del cuneo salino nelle falde e nei corpi idrici dell’entroterra, dall’erosione della linea di costa, dai cambiamenti climatici e da un’agricoltura con un elevato impiego di prodotti chimici. - Stop al progetto “Stogit” per lo stoccaggio di metano nel sottosuolo di Alfonsine e Voltana a fronte dei rischi ambientali che comporta, in particolare per la qualità dell’aria. - No al Parco nazionale del Delta proposto dal Ministero dell’Ambiente, si al Parco interregionale Emilia Romagna-Veneto, estendendo alle aree ravennati il riconoscimento MAB Unesco (“Man and Biosphere” e cioè le riserve mondiali della biodiversità). - Valorizzazione della Riserva naturale di Alfonsine e delle nostre aree SIC-ZPS denominate “Biotopi di Alfonsine e fiume Reno” incluse nella “Rete Natura 2000”: la gestione attuale è decisamente carente; manca la segnaletica; per il segmento del turismo naturalistico non c’è un adeguato servizio di utilizzo integrato treno-bici; non c’è un reticolo organizzato di percorsi ciclabili che colleghi Alfonsine alle stazioni del Parco del Delta. La stessa accoglienza tramite gli agriturismi ed i B&B risulta poco organizzata. - Incentivi alle energie rinnovabili, al risparmio di energia e al cosiddetto “efficientamento” del patrimonio edilizio locale secondo le indicazioni del PAES (Piano di Azione per l'Energia Sostenibile). - Raccolta differenziata dei rifiuti, riciclaggio e diffusione di una cultura del riuso, esperienze di “economia circolare” adeguando l’impiantistica, sperimentazione del sistema di raccolta “porta a porta” con applicazione della “tariffa puntuale”. - Bonifica dell’amianto: censimento e progressivo smaltimento dell’eternit negli edifici privati e nei fabbricati. Si tratta di un progetto sperimentale con un ruolo “pilota” per l’intero territorio dell’Unione, ma di fatto rimasto fermo al nastro di partenza. - Agricoltura amica dell’ambiente (meno uso della chimica, agricoltura biologica, rilancio della lotta integrata, valorizzazione del mercato del contadino, risparmio di suolo fertile nella gestione urbanistica del territorio): un impegno che deve valere per l’intera filiera agro-alimentare, dal più piccolo agricoltore alla Fruttagel. - A questo proposito “Alfonsine solidale” richiama l’attenzione sull’urgenza di trovare una soluzione all’annoso problema dell’ex-mercato coperto, una vera e propria ferita nell’assetto urbanistico della città, percorrendo la non facile strada di un intervento congiunto pubblico-privato sul versante della commercializzazione delle produzioni locali. - Sicurezza sismica: occorre dare continuità all’impegno per mettere a norma tutti gli edifici pubblici costruiti prima del 2005 (quando il nostro comune è stato classificato in zona di rischio sismico 2) e sensibilizzare la cittadinanza per gli edifici privati. Mobilità e trasporti “Alfonsine solidale” riconferma il proprio impegno per il completamento della variante della s. s. 16, per il potenziamento del trasporto pubblico locale, per un trasporto privato più ecosostenibile (ad esempio incentivo alle auto ibride e/o elettriche con istallazione programmata delle colonnine di rifornimento), per trasferire una parte del trasporto di merci dalla gomma al ferro: ma purtroppo questi obiettivi in grande misura richiedono scelte politiche che vanno ben oltre l’ambito comunale. Sono invece nelle nostre mani due leve importanti, l’organizzazione del traffico urbano e la costruzione di una rete di piste ciclabili. La circolazione sulle nostre strade deve garantire la tutela degli utenti deboli (ciclisti, pedoni, carrozzine); quindi servono piste ciclopedonali protette su tutta la viabilità del territorio comunale. In particolare si sollecita la costruzione di - un “percorso ciclo-naturalistico e della memoria” sul fiume Senio da Palazzuolo fino al Reno e poi al mare; - una pista ciclopedonale sulle sponde del Senio che colleghi i due ponti alfonsinesi e la passerella di recente costruzione; - piste ciclopedonali su tutto il territorio che mettano in contatto frazioni, zone artigianali e aree verdi con il centro urbano (ad esempio da via Borse a Fiumazzo e dal polo scolastico al Parco Mille Gocce nella cassa di espansione con copertura dello scolo “Alfonsine”). Al fine di limitare l’inquinamento e garantire la sicurezza, con i necessari controlli serve limitare l’utilizzo della vecchia s. s. 16 al traffico locale, deviando rigorosamente il traffico di lunga percorrenza sulla più sicura e veloce variante. Serve estendere le zone con il limite di velocità di 30 km. orari nel centro urbano. Infine si auspica un migliore uso del treno (linea Ra-Fe) con possibilità di caricare le biciclette. Scuola Riteniamo di fondamentale importanza sostenere la scuola con ogni mezzo a nostra disposizione. Il suo ruolo nei confronti delle future generazioni è di fondamentale importanza per l’apprendimento e per la formazione di coscienze aperte al ragionamento critico e alla cultura della democrazia, intesa come possibilità di partecipazione alle scelte e alla cura del bene comune che qualifica la comunità. Per migliorare il rapporto con la scuola bastano poche cose, ma importanti: - Creare un tavolo di lavoro che coinvolga insegnanti ed amministrazione per ripensare la riorganizzazione del Polo scolastico, con un’attenzione particolare al suo ampliamento, soprattutto in termini di nuove aule destinate a laboratori (al momento inesistenti), che abbia una ricaduta positiva a lungo termine. - Ripensare la relazione e la comunicazione tra scuola ed amministrazione per rendere più efficace la collaborazione e la partecipazione alle iniziative pubbliche, agli interventi sulla manutenzione e alla progettazione delle strutture scolastiche. - Incentivare progetti significativi, anche di sensibilizzazione sociale, che coinvolgano più alunni possibili. - Incentivare incontri e attività tra Amministratori ed alunni, per formare ad una cultura della cittadinanza attiva, alla consapevolezza di diritti e doveri ed alla convivenza democratica. - Un coinvolgimento attivo e motivante della scuola nelle attività di arredo urbano. - Un coinvolgimento dell’Istituzione scolastica, nelle figure della dirigente e dei docenti, nella fase progettuale delle attività per l’infanzia e l’adolescenza e dei percorsi conseguenti. - La costruzione del parcheggio, dimensionato alle reali esigenze, al servizio del nuovo plesso Matteotti 2 e della nuova palestra. - La qualificazione dell’offerta formativa dentro la scuola e all’esterno, offrendo nuove opportunità (ad esempio utilizzando l’area dell’ex-scuola materna “Samaritani” per un orto botanico a disposizione delle scolaresche, gestito in collaborazione con il volontariato locale e il CEAS di Casa Monti). “Alfonsine solidale” ritiene comunque sbagliato privatizzare l’area a fini residenziali e propone un utilizzo pubblico con finalità sociali ed educative. - La costruzione della nuova palestra di Longastrino al servizio della locale scuola e delle attività sportive della frazione. - La messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici costruiti prima della nuova classificazione che colloca il comune di Alfonsine in zona di rischio 2. In ambito educativo, di crescita personale e sociale, riteniamo importante continuare e rafforzare le pratiche e la costante promozione dello sport per le nuove generazioni. Cultura Una riflessione più avanzata si impone sul rapporto da aggiornare fra il Museo della Battaglia del Senio e la comunità alfonsinese, sempre meno consapevole del proprio patrimonio storico e civile. Non può bastare la rassegna di alcune iniziative intorno alla data rituale del 10 aprile; il Museo deve continuare a crescere, a rinnovare le proprie proposte e a produrre ricerca, a beneficio non solo degli alfonsinesi ma di tutta la Bassa Romagna e della vallata del Senio. Il rischio di un progressivo distacco tra una mostra permanente e scolaresche in visita può portare alla progressiva marginalità di un'esperienza di grandi potenzialità. Si propone di investire sulla ricerca, sulla maggior comunicazione e visibilità esterna del Museo, nella rete dei luoghi memoriali e delle proposte didattiche, oltre naturalmente nell'ampliamento degli spazi oramai inadeguati. Si rileva inoltre una debole iniziativa verso le fasce adolescenziali che, oltre all'educazione musicale, richiederebbero proposte di orientamento culturale di maggior valore, da condurre eventualmente intorno al centro culturale, al Gulliver, a Palazzo Marini, alle parrocchie, a Casa Monti sede dell’Università per Adulti e del Ceas (Centro Educazione Ambientale Sostenibile) sui temi dell'educazione audiovisuale, ambientale, artistica. In tal senso, data la carenza di istituzioni adeguate sul territorio, un uso più puntuale degli spazi a disposizione e un potenziato rapporto con l'Istituto scolastico comprensivo potrebbero costituire una valida piattaforma di dialogo per impostare relazioni utili successive alla scuola dell'obbligo, o integrative al calendario scolastico nei mesi estivi. Il tutto pensando che una comunità culturalmente più responsabile va coltivata e seguita fin dall'età della scuola obbligatoria. Sarebbe oltremodo utile anche la creazione di uno spazio di coordinamento e confronto fra i giovani studenti universitari di Alfonsine che, usciti dal paese, studiano poi presso le sedi più disparate, con esperienze specialistiche sempre più avanzate, troncando ogni relazione con la residenza che li ha cresciuti. Un meeting annuale in cui presentare i percorsi di scelta formativa e di scambio di esperienze anche europee, unitamente al riconoscimento di un premio per chi ha conseguito i risultati migliori, potrebbe arricchire il territorio e qualificare l'ambito culturale dei giovani che non prevedono Alfonsine nel loro futuro. E’ importante promuovere le relazioni interculturali e sfruttare le possibilità di cooperazione decentrata, anche tramite i collegamenti costruiti nei decenni passati prima con il Niger e poi con il Senegal. Infine per quanto riguarda le strutture per eventi e attività culturali, il teatro Monti, ora parzialmente inagibile, meriterebbe un intervento pubblico-privato di ristrutturazione e rilancio, secondo modalità da approfondire e da concordare con la proprietà. Arredo urbano Diversi spazi pubblici del paese risultano trascurati dall'ordinaria manutenzione, ma anche da possibili riqualificazioni. Si va dagli spazi verdi e dalle rotonde/aiuole lungo la viabilità, fino al restauro e cura del monumento in piazza Gramsci e in particolar modo del cimitero cittadino, oggetto di interventi parziali e insufficienti per un decoro e rispetto delle numerose persone anziane che lo frequentano assiduamente. Sarebbe apprezzabile una piantumazione di verde adeguato, la verniciatura delle colonne dei porticati e uno spazio protetto all'esterno per i depositi tecnici necessari. E’ opportuno svolgere un censimento delle barriere architettoniche nel centro urbano finalizzato ad un loro graduale superamento. In queste molteplici attività il volontariato ha un ruolo importante. Gli stessi migranti ospitati localmente, perché in attesa di permessi di asilo, possono essere coinvolti in lavori socialmente utili, oltre che in attività culturali e formative (apprendimento della lingua italiana). Programmazione urbanistica Sul versante della programmazione urbanistica anche l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna è chiamata a dare attuazione alla LR 24/2017 ed a definire le linee strategiche dei nuovi “Piani urbanistici generali (PUG)” in sostituzione dei vecchi strumenti di pianificazione (Piano strutturale, RUE, POC). Si propone un percorso aperto alla comunità nel segno di una progettazione partecipata, perché la città è un bene comune ed i cittadini devono sentirsi alleati degli amministratori nella tutela delle risorse ambientali e per una migliore qualità urbana ed edilizia. Si tratta di ispirarsi ad alcuni obiettivi: CITTA’ INTELLIGENTE che eviti il consumo e lo spreco di suolo. Ad Alfonsine si stimano oltre 400 appartamenti in vendita, nuovi o vuoti da tempo. Al centro dell’azione del Comune deve essere il recupero del patrimonio edilizio ed esperienze di rigenerazione urbana (un primo esempio virtuoso potrebbe essere l’area dell’ex mercato coperto). CITTA’ COMPATTA, evitando nuove lottizzazioni in aree rurali lontano dai servizi urbani. CITTA’ ad ALTA VIVIBILITA’ tramite una mobilità sostenibile ed un rigoroso governo del traffico urbano.. Stato sociale. Età evolutiva, anziani, tutela della salute Età evolutiva. Da anni la natalità è in forte calo in Regione e nel nostro territorio. Siamo convinti che vadano sempre più sostenuti i servizi per l’infanzia 0- 6 anni, come luoghi educativi, di socializzazione, di forte relazione con le famiglie. La progressività delle rette sulla base del reddito (ISEE) e la compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie non devono contrastare l’accessibilità al servizio educativo.I servizi educativi, inoltre, devono rispondere ai bisogni dei genitori che lavorano, anche ripensando gli orari di apertura, con il contributo delle organizzazioni sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori. Anziani. La popolazione della Bassa Romagna è incamminata verso una sempre più marcata incidenza della popolazione anziana. Se si tiene conto anche delle modificazioni avvenute nella composizione e nelle relazioni familiari, si riscontra un aumento dei nuclei di anziani o coppie soli. Ciò rappresenta in una criticità, tale da rendere insufficiente l’azione delle politiche sociali sostenute dal pubblico a livello locale e regionale. Con il contributo della Regione Emilia-Romagna si è attuata una rete di servizi sociali di eccellenza ed un sostegno economico (vedi Fondo per l’assegno di cura ) per mantenere l’anziano nell’ambito famigliare, in alternativa all’istituzionalizzazione. Rimarchiamo con forza il principio fondamentale di mantenere l’anziano nel proprio ambiente di vita, mettendo in campo ogni possibilità di sostegno economico e di assistenza dei servizi sociali. Di pari importanza è la realizzazione della rete dei servizi per la non autosufficienza, articolata in RSA e Case protette. Nonostante ciò si manifestano difficoltà e criticità tali che non soddisfano i bisogni e le esigenze di tante famiglie. Il ricorso alle badanti, pratica molto diffusa (anche in nero), da parte di anziani o coppie di anziani soli permette loro di proseguire il normale percorso di vita, evitando l’istituzionalizzazione. Tuttavia, a fronte di casi di abuso e malversazione che si sono verificati, emerge la necessità di un controllo, di un accreditamento pubblico sul personale che si propone per il badantato, che deve essere opportunamente formato, e di un monitoraggio del pubblico sulla qualità del servizio prestato. L’ impossibilità di una risposta adeguata del servizio pubblico ha fatto crescere un lucroso mercato parallelo nel quale gli standard qualitativi del servizio sono fuori dal controllo pubblico con l’effetto di generare inquietudine sociale, non tollerabile. A fronte di tutto ciò riteniamo necessario elevare l’offerta di posti nel pubblico e svolgere un monitoraggio e controllo sul sistema privato delle Residenze per Anziani e delle Case famiglia. Salute. La riforma della assistenza sanitaria, iniziata negli anni 80, ha rappresentato una vera rivoluzione con la istituzione del servizio sanitario nazionale. La salute è un diritto universale, gratuito, basato sulla prevenzione e la diagnosi precoce. L’ospedale non va inteso come la soluzione fondamentale, ma va considerato un anello di una catena più complessa ed avanzata. E’ accettabile una forte diminuzione dei posti letto, rafforzando o istituendo ex novo servizi “leggeri”, mirati, secondo dati e riscontri epidemiologici: lungodegenza, RSA, assistenza domiciliare, medicina di gruppo (poi Case della salute). Il concetto che la salute è tutelata dall’ospedale è di fatto superato. La prevenzione, la lotta alle cause patogene, l’educazione alla salute sono assi portanti di una cultura avanzata e moderna. In questa ottica è stato potenziato l’ospedale unico della Bassa Romagna a Lugo, con la riconversione in strutture socio-sanitarie dei superati ospedali periferici. A Lugo abbiamo avuto eccellenze specialistiche, che hanno attirato una mobilità di utenti da altri territori. Ortopedia, Ostetricia, Pneumologia, Oncologia, Chirurgia, Senologia, Neurochirurgia sono state eccellenze vere. Da anni specialistiche svuotate e scelte di medici di riconosciuta professionalità di passare ad altre AUSL hanno impoverito in modo imbarazzante e colpevole l’assistenza ospedaliera a Lugo. Nonostante l’abnegazione, il senso di responsabilità e la professionalità di operatori, organici insufficienti e presidi diagnostici superati rendono la funzionalità e le risposte di varie specialistiche non adeguate ad una sanità di avanguardia. Diversi anni fa l’ospedale di Lugo fu giudicato fra i primissimi posti in Italia per organizzazione e funzionalità. Da una indagine di ItaliaOggi, resa nota a novembre 2018, l’area di Ravenna, in sanità, è stata giudicata all’ultimo posto nella regione Emilia Romagna. Sicurezza Consapevoli che la sicurezza dipende dalla coesione di una comunità e che questa è la migliore prevenzione del crimine, “Alfonsine solidale” propone di - garantire la presenza continuativa dei vigili sul territorio, in particolare nei giorni festivi e negli orari notturni; - incentivare la collaborazione delle Forze dell’Ordine con la cittadinanza tramite la vigilanza di vicinato e potenziare la videosorveglianza; - sensibilizzare sulle possibili infiltrazioni mafiose nelle attività produttive e combattere lo spaccio ed il consumo di droghe, che rappresentano una piaga anche nella nostra realtà; - promuovere la “cultura della legalità” nelle scuole; - sostenere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro; - attuare azioni contro la violenza di genere a difesa della dignità delle donne; - attivare azioni di contrasto al gioco d’azzardo e relativa dipendenza patologica. Partecipazione Consapevoli che la sicurezza dipende dalla coesione di una comunità e che questa è la migliore prevenzione del crimine, “Alfonsine solidale” propone di - garantire la presenza continuativa dei vigili sul territorio, in particolare nei giorni festivi e negli orari notturni; - incentivare la collaborazione delle Forze dell’Ordine con la cittadinanza tramite la vigilanza di vicinato e potenziare la videosorveglianza; - sensibilizzare sulle possibili infiltrazioni mafiose nelle attività produttive e combattere lo spaccio ed il consumo di droghe, che rappresentano una piaga anche nella nostra realtà; - promuovere la “cultura della legalità” nelle scuole; - sostenere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro; - attuare azioni contro la violenza di genere a difesa della dignità delle donne; - attivare azioni di contrasto al gioco d’azzardo e relativa dipendenza patologica. Partecipazione “Alfonsine solidale” propone - un ripensamento del rapporto in essere tra il Comune e l’Unione della Bassa Romagna per riportare ad Alfonsine spazi decisionali e servizi amministrativi più tangibili. La partecipazione si spegne se tutto si decide a Lugo, in luoghi lontani ed estranei al cittadino. L’efficienza dei servizi centralizzati, da ottimizzare, va sempre coniugata al protagonismo dei Comuni, che rappresentano il riferimento obbligato per i cittadini in cerca di risposte e servizi. Infine va colmato il vuoto generatosi con il fallimento della riforma Delrio, ossia lo svuotamento di legittimazione e di risorse di bilancio della Provincia, senza che sia mai decollato il nuovo Ente intermedio di programmazione di area vasta (Romagna), in mancanza del quale le grandi concentrazioni di servizi come Hera, AUSL Romagna, Consorzio di Ridracoli, Consorzio Trasporto Pubblico acquisiscono crescenti ambiti di potere autonomo ed autoreferenziale; - alcune modifiche nel regolamento delle consulte affinché possano esprimere pareri, che trovino un riscontro negli atti amministrativi, ed essere maggiormente ascoltate dagli amministratori; - l’istituzione di una consulta elettiva dei giovani alfonsinesi con età dai 16 ai 25 anni; - la valorizzazione della rete delle imprese commerciali del centro urbano (Alfonsinè) e del volontariato sociale: due risorse decisive per avvicinare amministrati ed amministratori. Longastrino e Filo In sinistra Reno, com’è noto, le due frazioni di Longastrino e Filo sono storicamente divise a metà dal confine di provincia e da quello di comune: ciò provoca non pochi disagi. Da tempo si registra un impoverimento del tessuto economico locale che ha provocato un invecchiamento della popolazione e una riduzione dei residenti (negli ultimi dieci anni -210 nell’intera frazione di Longastrino pari al 10% sul totale degli abitanti; -45 nella sola parte alfonsinese di Filo). Purtroppo la cooperazione edile è del tutto scomparsa e quella agricola ( CAB Bellini, CAB Agrisfera, insediamento di Terremerse a Filo) soffre per le note difficoltà del settore. Si propone allora di rafforzare la collaborazione tra le due Amministrazioni comunali di Argenta ed Alfonsine per garantire adeguati servizi ed incoraggiare nuovi investimenti da parte delle imprese locali. Oltre alla nuova palestra per Longastrino già citata a pag. 5, si propone . un intervento di manutenzione straordinaria sulla strada provinciale n. 10 ed un’attenzione maggiore al reticolo delle vie rurali, in particolare a quelle bianche . un’attenzione ai bisogni dell’infanzia e dell’adolescenza, vigilando sulla continuità e qualità del locale insediamento scolastico - iniziative a supporto degli anziani, del volontariato e della partecipazione civica - un’attenzione sul versante della sicurezza idraulica e dello sviluppo dell’irrigazione, in presenza di un interesse crescente alle colture orticole da industria. Gruppo civico “ALFONSINE SOLIDALE”. Perché ? Il Gruppo è costituito da persone, uomini e donne, ancorati ai valori della sinistra e cioè la fedeltà alla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista, l’uguaglianza di genere, la giustizia sociale, la centralità del lavoro, dell’istruzione e della tutela della salute, la redistribuzione della ricchezza, la tutela dell’ambiente, il contrasto alle guerre, per un mondo di pace. Perché cittadini delle Alfonsine si sono trovati a confrontarsi, a discutere dello stato della qualità di vita della nostra comunità. Hanno deciso di presentarsi come gruppo informale con l’obiettivo di partecipare attivamente nel sostenere lo sviluppo ed il benessere del nostro territorio, che presenta criticità gravi e preoccupanti, e nell’impegno per costruire un campo largo di forze progressiste in grado di rinnovare le esperienze riformatrici delle giunte di centro sinistra. Senza presunzione, ma con la consapevolezza e la determinazione di chi ama la vita delle Alfonsine. Perché “solidale”? Abbiamo apprezzato molto la nascita e l’opera di una associazione ”al femminile”, una delle poche nate in questi anni e molto attiva in ambito socio-culturale, “INconTRAdonne” : un bell’esempio, da cui imparare, di partecipazione attiva e vitale che prova a fare politica di genere, per legare realtà diverse, ricche di culture e sensibilità diverse. Con pari dignità. Ricordiamo, in conclusione, una frase profetica di Enrico Berlinguer “… Non credo che si potrà mai capire cosa pensa davvero la gente se l’unica fonte di espressione democratica diventa quella di spingere un bottone... Io credo che nessuno mai riuscirà a reprimere la naturale tendenza dell’uomo a discutere, a riunirsi, ad associarsi”. Alfonsine, 2 febbraio 2019
ALFONSINE SOLIDALE
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