Nel corso degli ultimi vent'anni, le Amministrazioni locali hanno subito una drastica riduzione di risorse disponibili per la spesa sociale. Anche i servizi per l'infanzia ne hanno subito le conseguenze, con una riduzione di risorse e di personale, ma anche di elaborazione culturale e tecnica. Contestualmente, nel nostro Paese come in generale in Europa e in occidente, si è verificato un graduale e sempre più pesante calo delle natalità, a cui ha fatto pendant la contestuale immigrazione dai paesi più poveri o tormentati da guerre. Partecipazione sociale ritiene che la complessità e le contraddizioni che emergono da questi trend non possano essere risolti con facili semplificazioni, ma con l'analisi oggettiva della situazione del contesto territoriale, non sottraendosi alla necessaria verifica critica delle scelte amministrative fatte negli anni. Il primo obiettivo è quello di riaffermare a tutte le famiglie, a tutte le bambine ed i bambini, il diritto di usufruire di servizi scolastici educativi e di socializzazione pubblici, di qualità, accessibili e sostenuti da rette eque e progressive, proporzionate alla condizione di reddito delle famiglie. La diffusione nei territori della nostra regione, di servizi all'infanzia innovativi e di qualità ha segnato un importante primato, culturale e civile del nostro territorio ed un fattore di crescita civile, oltreché di sviluppo economico, coesione sociale e di cittadinanza. E' un patrimonio da recuperare e rilanciare, anche in termini di partecipazione delle famiglie. è dunque necessario affermare contemporaneamente il rilancio della qualità dei servizi educativi, il loro carattere universalistico, ossia aperto e accessibile a tutti e la migliore equità nella compartecipazione alla spesa da parte degli utenti. Da un lato dunque la progressività delle rette sulla base del reddito e la compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie, non deve contrastare l’accessibilità del servizio educativo, che deve improntarsi al criterio dell’universalismo. La compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie non può svolgere una funzione redistributiva, che spetta invece alla fiscalità generale. Dall’altro lato la taratura delle rette sulla base delle classi ISEE delle famiglie, che ha rappresentato per anni una conquista di maggiore equità, contro l’evasione e l’elusione fiscale, non è più sufficiente a garantire equità, tenendo conto della diversa stratificazione sociale determinatasi a seguito della crisi e dell’immigrazione da paesi con diverse tradizioni di organizzazione famigliare. Occorrono correttivi ai criteri di determinazione delle rette, che permettano di scongiurare il rischio che, al netto delle fasce sociali più povere che non sono in grado di corrispondere le rette e degli ineludibili margini di evasione fiscale e manipolazione dell’ISEE, i maggiori oneri di compartecipazione ricadano sulle famiglie che si sostengano con redditi da lavoro medio- bassi, che al contrario, meritano di essere agevolate. Infine i servizi educativi devono rispondere ai bisogni dei genitori che lavorano, anche ripensando gli orari di apertura, con il contributo delle organizzazioni sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori.
Immigrazione Ambiente Agricoltura Cultura Le risorse Territorio Nuove povertà  esclusione socile Volontariato Risparmio  energetico   e impiego di  energie rinnovabili Ripensare  ruolo struttura, servizi  e funzioni delle città Sistema  dei Parchi  (Valenza naturalistica  e potenzialità  di sviluppo turistico). Sanità
Servizi educativi, servizi alla persona, assistenza sociale Servizi scolastici – educativi 0-6 anni
Ius Soli
Nel corso degli ultimi vent'anni, le Amministrazioni locali hanno subito una drastica riduzione di risorse disponibili per la spesa sociale. Anche i servizi per l'infanzia ne hanno subito le conseguenze, con una riduzione di risorse e di personale, ma anche di elaborazione culturale e tecnica. Contestualmente, nel nostro Paese come in generale in Europa e in occidente, si è verificato un graduale e sempre più pesante calo delle natalità, a cui ha fatto pendant la contestuale immigrazione dai paesi più poveri o tormentati da guerre. Partecipazione sociale ritiene che la complessità e le contraddizioni che emergono da questi trend non possano essere risolti con facili semplificazioni, ma con l'analisi oggettiva della situazione del contesto territoriale, non sottraendosi alla necessaria verifica critica delle scelte amministrative fatte negli anni. Il primo obiettivo è quello di riaffermare a tutte le famiglie, a tutte le bambine ed i bambini, il diritto di usufruire di servizi scolastici educativi e di socializzazione pubblici, di qualità, accessibili e sostenuti da rette eque e progressive, proporzionate alla condizione di reddito delle famiglie. La diffusione nei territori della nostra regione, di servizi all'infanzia innovativi e di qualità ha segnato un importante primato, culturale e civile del nostro territorio ed un fattore di crescita civile, oltreché di sviluppo economico, coesione sociale e di cittadinanza. E' un patrimonio da recuperare e rilanciare, anche in termini di partecipazione delle famiglie. è dunque necessario affermare contemporaneamente il rilancio della qualità dei servizi educativi, il loro carattere universalistico, ossia aperto e accessibile a tutti e la migliore equità nella compartecipazione alla spesa da parte degli utenti. Da un lato dunque la progressività delle rette sulla base del reddito e la compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie, non deve contrastare l’accessibilità del servizio educativo, che deve improntarsi al criterio dell’universalismo. La compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie non può svolgere una funzione redistributiva, che spetta invece alla fiscalità generale. Dall’altro lato la taratura delle rette sulla base delle classi ISEE delle famiglie, che ha rappresentato per anni una conquista di maggiore equità, contro l’evasione e l’elusione fiscale, non è più sufficiente a garantire equità, tenendo conto della diversa stratificazione sociale determinatasi a seguito della crisi e dell’immigrazione da paesi con diverse tradizioni di organizzazione famigliare. Occorrono correttivi ai criteri di determinazione delle rette, che permettano di scongiurare il rischio che, al netto delle fasce sociali più povere che non sono in grado di corrispondere le rette e degli ineludibili margini di evasione fiscale e manipolazione dell’ISEE, i maggiori oneri di compartecipazione ricadano sulle famiglie che si sostengano con redditi da lavoro medio-bassi, che al contrario, meritano di essere agevolate. Infine i servizi educativi devono rispondere ai bisogni dei genitori che lavorano, anche ripensando gli orari di apertura, con il contributo delle organizzazioni sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori.
Immigrazione Ambiente Agricoltura Cultura Le risorse Territorio Nuove povertà  esclusione socile Volontariato Risparmio  energetico   e impiego di  energie rinnovabili Ripensare  ruolo struttura, servizi  e funzioni delle città Sistema  dei Parchi  (Valenza naturalistica  e potenzialità  di sviluppo turistico). Sanità
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PARTECIPAZIONE SOCIALE
LAVORO - AMBIENTE - WELFARE
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